venerdì 8 aprile 2022

B&B

Ero lì, sulla sedia, avrò percorso si e no 1 km girando intorno al tavolino della sala d'attesa negli ultimi 10 minuti.
Non ero in ansia, ma neanche sereno come magari lo ero a cena. 
Ero andato prendermi una pizza al Master Pizza di Gattinara, visto che Ale quella sera giocava proprio lì, a pochi km da casa, e me la ero mangiata godendomi il suo ritorno in campo dopo 3 mesi di forzata inattività.
Mai avrei pensato che da lì a qualche ora mi sarei innamorato di nuovo.
Nessuna femme fatale, nessun colpo di testa o seduzione.
Semplicemente, e con questo torniamo alla mia sedia, ti avrei incontrata.

Ero lì, in quello stato che non ha una definizione, né un nome specifico.
Non è una fase, non è una sensazione, è un essere.
Come se tutto , dentro e fuori di te, velocizzasse (il tempo) e rallentasse (la sua percezione ) in ugual modo. 
Non lo descrivi quel momento, lo vivi.
Ed infatti sono certo di non essere riuscito a spiegarlo a chi legge.

Una sedia, il buio fuori, il silenzio assordante di un corridoio vuoto di fianco a me.

Poi un rumore di ruote.
"Su su, vieni dai" mi comanda.
E vanno via, con quel "carrello".
"Prendi le valigie non lasciarle li", dirige ancora.
"Eh? Ah, si, arrivo " bofonchio...

E tempo di mettere in tasca il rosario appena finito di sgranare , raccogliere goffamente maglioni, giubbotti e borsoni, che le ho già perse.
"Ma dove cavolo...."

Poi sento un leggero brusio.
 Avanzo, piano, quasi non volessi disturbare , ma impaziente di trovarle.
Entro, giro a sinistra. 

Vedo Paola, una delle due che cercavo.
Mi da due o tre "ordini" ,come suo solito, ma non so neanche cosa mi abbia detto.

Avevo trovato l'altra.
Ti avevo trovata.

Mi avvicino.
Cauto, sommessamente , quasi non fossi quello che sono in realtà.
Non ho ancora capito di essere quello che nel cuore sono già da nove mesi.
Come se dovessero dirmelo.

Sei ancora dietro all'infermiera che ti sta pesando.
 
Io sono due passi a lato, come uno spettatore non pagante, che non vuol far rumore per non farsi sgamare.

Ma poi ho incrociato il tuo sguardo.
Lo so che tu non mi hai visto, non avresti potuto. Per un po tu vedrai solo da molto, molto vicino. Ed io ero ancora distante.
Non solo fisicamente.
Ma lo so lo so lo so e lo so che ci siamo visti in quel momento. Non con gli occhi, col cuore.

Ed è lì che è calato il sipario su quel momento che non descrivi, ma vivi, quel momento " che sei".
Ma contrariamente agli show, che alla chiusura del sipario si concludono e si esce di scena , per noi lo spettacolo iniziava.

Come se fossi stato investito di un ruolo, sono uscito dalla bolla, i sussulti del cuore hanno iniziato a farmi sorridere sorridere ed ancora sorridere. 

Tu piangevi e io ridevo.
Che pessimo inizio per una relazione! 
Chissà cosa penserai tra vent'anni quando magari leggerai queste righe e mi dirai " Papo, ma ti pare???ridere di una donna che piange???" con quel tuo fare sbarazzino e furbetto da simpaticona quale sarai...

E ti dirò che in realtà piangevo anche io.
Perché finalmente quello stato di "essere" privo di una descrizione concreta,  finalmente prendeva dei connotati più narrativi, come un nodo alla gola e delle lacrime di gioia, tanto per fare un esempio neanche troppo astratto.

Mi sono avvicinato.
Il timore reverenziale spariva passo dopo passo.
Ti ho vista più da vicino.
Rossa, rossissima.
Ma bella, bellissima.

Quanti capelli.
Occhioni non ancora definiti, ma già per me meravigliosi.
E le mani? Da stringere così tanto da averle impresse a mo di tatuaggio sul proprio palmo.

Piangevi.
Ed era bello sentirti , perché eri viva e stavi bene.

Per me e mamma sei vissuta e nata già nove mesi prima.
Ma fino a quel momento eri un pancione, una foto storpiata in bianco e nero, tanti completini ripiegati in un cassetto...non eri 50 cm di amore ed una promessa per tutta la vita.

Volevo il 17 o il 14 per onorare nonna Benjiamin. 
Poi, quando ho saputo dell'induzione , ho pensato al 7.

Il Signore ha deciso che era il 6 aprile 2022 il giorno giusto e per me va bene così perché così avrò un nuovo numero speciale da tenere in considerazione.

E per questo non smetterò mai di ringraziarLo del dono che ci ha fatto, arrivato come fulmine a ciel sereno, accolto con gioia da me e mamma....
La tua mamma...che regalo (pure lei) che mi ha fatto.

Sapeva cosa voleva dire ...io no...
Lei sapeva cosa le sarebbe costato...io no...
Si immaginava come sarebbe vissuta da quel momento in poi..io no...

Eppure ti ha amato, forse anche più di me, sin dalle 06:01 del 15 agosto.
Ti ha coccolata nella pancia.
Ha cantato per te.
Ha dormito con te.
Ha cambiato taglia di pantaloni per te.
Ha messo gli stessi vestiti per mesi per te (cioè non proprio gli stessi, aveva un paio di cambi😅).
Ha pianto, sofferto e sudato per te.
Si è fatta pure due mesi di insulina e rinunciato a piatti e piatti di pasta per te (this is real love😝)

E grazie anche a lei, ho potuto prima essere -senza saperlo- e poi diventare PADRE.

Benvenuta nella nostra vita Amore di papà e di mamma.
Benvenuta, piccolo e grande sconvolgimento gioioso di Ale ed Ily.
Benarrivato, semino miracoloso che io e mamma ci impegneremo ad accudire e far crescere nel modo migliore possibile.
Benvenuta Benedetta.

Perché alla fine , questo post, potevo farlo molto più corto e scriverne solo il titolo, che avrebbe avuto il tuo nome.

Ed avrei detto, ugualmente, ma in silenzio e sottovoce , tutte queste cose.

Quella sedia, quel corridoio vuoto, quel rossore e quello "sguardo" spero e conto di non perderli mai.

Oppure di perderli, perché nel frattempo avrò una tua risata da ascoltare, una foto con delle candeline da stampare, un graffio da disinfettare, un grembiule da lavare, un gioco da tavola da ritirare, un posto a tavola da apparecchiare, un gelato da gustare insieme, una lacrima da asciugare...insomma, una vita da raccontare e ricordare.

Mi sono innamorato ancora.
Che guaio! 

No, non è un guaio.
È una figlia.

Buona notte.
Papà. 










mercoledì 27 ottobre 2021

Non mi sono dimenticato.

Volevo dirti che io non me lo sono dimenticato quel giorno, anzi, quei giorni, in cui mi parlavi del mio blog e con quel misto di timidezza e desiderio, mi chiedesti un post dedicato a te.

Certo, per chiedermelo sei partita dai complimenti (perchè mi conosci e dovevi indebolire le mie resistenze) per poi finire al sorrisino dolce che mi sconfigge sempre...ma hai ottenuto il risultato: non mi sono dimenticato di quella richiesta.

E mi è rimasta dentro.
Il desiderio di scrivere in questi anni è diminuto.
Però, forse,più che desiderio, era necessità.
Un bisogno di dire quello che pensavo, a qualcuno che potesse leggerlo.
Ora, quel qualcuno ha un volto. Già da tempo.

Un volto che ha due occhi, azzurrissimi, che quando brillano di gioia e serenità, sanno essere contagiosi.
Come il tuo sorriso.
La foto del tuo selfie mancato sulla bici in Olanda è lo spot per eccellenza di quello che sai trasmettere con il tuo volto.

Quindi, dicevo, non ho più questo "bisogno" di dire a qualcuno cosa sto passando...
...certo, la quotidianità porta via tanta della poesia dello scritto, tanta "prosa".

La quotidianità è una brutta bestia, che purtroppo il più delle volte mostra il suo lato peggiore: la stanchezza, che ti fa perdere la pazienza...la routine, che ti toglie il fascino della scoperta e l'eccitazione della novità...la noia, di conseguenza, che ti fa vedere tutto grigio (se non nero).

..........................................
Questi puntini non sono di sospensione, ma di ibernazione...
ho iniziato questo post due anni fa...il 24 settembre 2019...perchè non sia mai stato pubblicato lo so...non era finito!

evidentemente non era tempo.
ma ripensandoci, c'è un motivo per cui l'avevo iniziato allora...eravamo rientrati dall'Olanda, LA Vacanza con il LA maiuscolo.

eravamo tornati sereni, carichi, uniti forse come non mai prima e si era parlato di tutto per il futuro.
Un futuro che da li a poco, non lo sapevamo, sarebbe stato sconvolto...

Già a partire da settembre, con le prime "visite" del sabato...
poi a fine anno, il cambio di lavoro e la chiusura della partita IVA...
marzo 2020...pandemia, covid, ansia, paura, lockdown.

e poi giù tutto il resto...la SCELTA, l'affidarsi totalmente a te ed a Dio.

Ricordo l'ansia di settembre 2020...ho preso l'anello e te l'ho dato solo un mese dopo...
e come te l'ho dato! 
parliamone! no scherzo, non parliamone...

Ho desiderato tante volte dedicarti un post...ma sai cos'è Lely che mi frega?
è che preferisco parlarti!
Non voglio comunicare con te con un post.
Non voglio trasmetterti qualcosa con un link.
Non voglio dire al mondo qualcosa che voglio dire solo a te.

Ma so quante volte me l'hai detto...so cosa c'è dietro quella richiesta e so , soprattutto, che per te questo blog ha un gusto diverso, particolare.
non è un blog come gli altri.

Ed eccolo il tuo post, in cui sei tu la protagonista.
Mentre dormi al mio fianco (! novità! ahahah) e ti allunghi con i piedi alla ricerca di un contatto.
Mentre dormi, ma nel frattempo lavori...eccome se lavori.

Le novità, da quel settembre 2019, non sono finite.
Che bello poterlo dire.
Che bello poter rispondere alla domanda più inflazionata di sempre - Come stai? - sapendo che ogni giorno è magicamente diverso da quello precedente, non per una filosofia ottimistica, ma perchè dentro te Amore, sta nascendo qualcosa di unico, raro, irripetibile.
E non perchè è nostro figlio, ma perchè tutti noi siamo rari, unici, irripetibili.

O cielo, l'ho scritto. L'ho scritto su un blog.
Io non ho minimamente idea di cosa mi aspetta. No, non posso saperlo, altrimenti non sarei così tranquillo e preso da tanti pensieri, tra cui questo ovviamente.

Ma in realtà , oltre ad una dose di sana e ingenua incoscienza, credo che la mia serenità derivi da una cosa sola: tu.

Ci sei tu.
Non sarò solo in questo viaggio-verso-non-so-dove-ma-ce-la-faremo.
Ci sarai tu.
Non sarà un peso da portare da solo.
Ci saremo noi. 
Io e te.
Io e tu, tu sei il fuoriclasse di questa storia.

Tu, la Rapunzel degli Ormoni, la pilota di queste montagne russe dettate ogni giorno da un fastidio diverso, un magone inaspettato, un nervoso fulmineo.

Tu, che anni fa hai ripreso il quadro della mia vita, smunto e scolorito e lo hai restaurato.
A modo tuo, ma non hai fatto un brutto lavoro. Anzi, a me piaciucchia il risultato...

Tu, la Lely, la Mamy, il Friciulin, 48Kg (bagnati) di cazzutaggine ostinata pronta a sciogliersi per un massaggio ai piedi, come un gigante accigliato che poi stendi con il solletico.

Tu, che vuoi il gatto e poi lo "esco" io a mezzanotte.
Che vuoi il cane e poi le cacche le raccolgo io in giardino.
Che il pianoforte è il tuo sogno e per fortuna c'è Ily che lo suona ora.
Che non sei mai doma, ma sazia, sempre a pensare cosa si potrebbe fare, disfare, modificare, migliorare.

Ma che hai fatto un CA-PO-LA-VO-RO con Ale ed Ily
Che con la tua cazzutaggine testardissima, mi hai migliorato, reso migliore.
Che mi fai dannare, ma allo stesso tempo ispirare con le tue lotte contro l'ingiustizia...qualunque essa sia (si ma datti una calmata ogni tanto, ahahah).

8 dicembre 2020.
Data importante, abbiamo detto un SI consapevole, sofferto, faticoso, ansioso. 
Ma importante perchè è stata una reale svolta nelle nostre singole vite e nella nostra storia di coppia.

C'eri tu con me,
Sono felice.
Come lo sono che tu sia qui, anche se adesso ti sei girata e mi mostri le tue ciapet mentre dormi.
(scusa ero stato troppo serio fino ad ora, dovevo sdrammatizzare).

Ho scritto di getto, questo post è da 7 anni che deve uscire.
Ma i primi 6 li abbiamo passati ad incazzarci l'un, l'altro ed a correre dietro ad altro, mettendoci forse troppo da parte.
Ma ne è valsa la pena.

Non ho parlato molto di Piripicchio.
Ma non ti spoilero niente.

Ah, prima che mi dimentico, approfitto di questo post per dire a tutti, che mi piaci anche così.
Anzi mi piaci anche di più!
Quando hai il magone per niente e ti serve un abbraccio.
Quando dal nulla mi whatsappi con un bacio.
Quando scleri da 0 a 100 con me o con i ragazzi ed è palese che è Mr.Ormone che parla.

Mi piaci col pancione...anche se hai quel brufolo in più sulla guancia (che tra l'altro ora è andato via!), mi piace parlare all'ombelico per salutare Piripicchio...

Mi piaci quando ti addormenti modalità camionista post-trattoria sul divano (bocca aperta e bavella)

Oppure quando arrivo a casa e ti trovo ai fornelli.
Perchè sarai anche stanca, affaticata, addolorata.
Ma lo vedo che ci provi, che ci tieni e che vuoi fare il tuo.
E di questo ti ringrazio.

Mi piacciono le tue torte (me ne fai poche!!!), mi piace quello che cucini, anche una pasta in bianco.
Mi piace quando ti vesti da Sig.ra Barbantani, elegante e sobria, bella naturale.
Mi piace il tuo sorriso. 
Non perderlo mai, ti prego. E' il mio porto sicuro.

Grazie Friciulin.
Grazie mia Lely.
Ti amo.

un bacio


 

domenica 7 settembre 2014

Questa estate mi ha rotto


Si, questa estate mi ha rotto.

Ma non è solo del tempo che voglio parlare, seppur faccia veramente innervosire e passare la voglia di vivere le serate in giro o i pomeriggi in piscina.
Anzi, non ti fa proprio pensare a quello, ma a tutt'altro.

Sarà colpa mia, che in preda ai ricordi delle due estate precedenti passate qui al Lazzaretto, quando a giugno è scoppiato quel caldo pazzesco che ci faceva annaspare, ho pensato bene di investire il premio di produzione del 2013 in un bel condizionatore.
Beh, vi autorizzo a considerarmi colpevole, visto che da allora, avrò acceso gli split, si e no 6-7 volte.

Ma, torno a dire, questa estate mi ha rotto per altro.

E' iniziato tutto con un motorino di avviamento dell'auto.

Poi lo scarico del cesso...

Poco dopo un altro motorino di avviamento.

Dovendo usare la moto, si spegne anche questa. Alternatore.

Mi torna l'auto, ma si ferma due settimane dopo: pompa della benzina.

Uso di nuovo la moto, che di nuovo si ferma: problemi di batteria e candele.

Di nuovo l'auto. Forse va. Per ora (mi tocco) non si è fermata. Ma al rientro da un week end, scendo per aprire il cancello e mi cade il cellulare. Cristalli e touch rotti.
Il giorno dopo, ho un cellulare nuovo. (ahimè)

In tutto questo iniziava ad insinuarsi in me il dubbio che potesse rompersi qualcos'altro.

Me la sarò tirata (anche se non credo a queste cose), ma a metà luglio, il mattino dopo un buon allenamento, il mio ginocchio sinistro - il mio CARISSIMO ginocchio sinistro - si gonfia come un pallone.

Non mi allarmo, normale amministrazione, ci sono abituato. Due, tre giorni e tornerà tutto come prima.
Passa una settimana, poi due.
Nel frattempo anche Turi, socio di carriola, si rompe. Microfrattura di un ossicino sotto la pianta del piede.

Io ho il ginocchio sempre gonfio. E siamo ad agosto. Abdico per il palio, affinchè si possa trovare per tempo un sostituto per il rione.

Faccio un paio di artrocentesi e sto a casa da lavoro una settimana.
Risonanza magnetica. Incubi che ritornano.

L'esito parla di nulla di rotto, ma di tante cose serie. In primis il legamento crociato, ricostruito solo tre anni fa.

Cerco di far scendere il gonfiore e poi mi organizzo per andare a fondo e capire cosa ho veramente dentro questo ginocchio.

La risposta mi arriva venerdì. 
Visita finale e decisiva dal prof. Angi a Gallarate.

Devo rioperarmi. Non una, ma molto probabilmente, due volte.

Sul subito non accetto, rifiuto. 
Il pensiero di tornare sotto i ferri mi fa venire la pelle d'oca. Il pensiero della riabilitazione, mi mette di pessimo umore.
Vuol dire saltare la stagione sciistica e, se dovesse andar male, anche quella estiva.

No no no no, non voglio.

Poi penso. Ragiono.
Che in tutti questi anni, ho sempre avuto il sospetto, in fondo in fondo, che questo legamento non fosse proprio a posto.
Ho sempre avuto la voglia di aprirlo e vedere dentro cosa c'era che mi gonfiava l'articolazione.

Poche ore dopo essere uscito dallo studio del dottore, richiamo dicendo che accetto l'operazione.
30 ottobre, a Omegna.

Artroscopia per pulire il ginocchio e valutare se il crociato è da ricostruire.
Se gira bene, basterà questo e nell'arco di 3-4 settimane l'avrò sfangata. 
Se dovesse andar male (come molto probabilmente sarà, a detta del chirurgo), si ritornerà in primavera per la ricostruzione.

Non ho voglia. Perchè vuol dire sofferenza (il dolore dei giorni post operatori non è male), sacrifici (la riabilitazione è alquanto noiosa) e tristezza per quanto devi perdere (sci, corsa, uscite, probabile palio 2015).

Ma il pensiero, la speranza anche minima di poter tornare a "fare quello che mi va", mi ha fatto scegliere.
Perchè dentro a "quello che mi va" c'è tutto...scarpe coi tacchetti compreso...

Ecco perchè ho rotto gli indugi.
Ecco perchè questa estate mi ha rotto.

Si và, tra poco inizia l'autunno e poi l'inverno. 
Non vedo l'ora sia di nuovo estate, per godere di un pò di caldo spero, ma soprattutto per essere li di nuovo a caricare pesi, stirare muscoli, soffrire per un dolore, ma con forza e la speranza che forse è la volta buona.

Buon Palio, oggi si corre.

Pat

martedì 5 agosto 2014

Sarà diverso


Anche questo post, come quello del settembre 2013, per chi robbiese non è, non avrà senso.
Ma per chi conosce il palio e soprattuto lo vive, queste parole potranno avere un significato.

Quest'anno sarà diverso.

Per tanti motivi.

Siamo i campioni uscenti
Quindi porteremo il Palio in piazza, durante la cerimonia di apertura.
E' una cerimonia che da piccolo adoravo,perchè voleva dire uscire di sera, in mezzo alla gente, come fanno i grandi.
Da adolescente invece l'aspettavo con ansia perchè tutto il paese si sarebbe riversato in piazza, ed in un epoca priva ancora di cellulare e altri mezzi di comunicazione (* parliamone!) avrei trovato in un posto solo amici e "simpatie" femminili, dettate dal movimento ormonale.
Da giovane ventenne, la snobbavo...l'avevo già vista un sacco di altre volte, stavo diventando grande, era più attraente il gazebo dove vendevano cotechino e vino.
Poi ho iniziato a fare la carriola...allora l'arrivo della fiaccola voleva dire -7 alla gara.
E in quella sera hai voglia di tutto tranne che di stare in piazza a sentire parlare di Palio, giochi e corsa per tutta la serata.
Poi si, c'è da dire che riconsegnare in Palio, attraversare le vie del paese, scortati da vigili, carabinieri, ambulanza, con la gente ai bordi della strada che ti applaude...si, è vero....è emozionante. Ma anche imbarazzante per chi, come me è competitivo e vuole lasciare il segno, ma poi se è al centro dell'attenzione, in situazioni simili, va un pò in difficoltà.

2 Siamo i campioni uscenti, con tanto di record.
Questo per me conta tanto. Anzi, influenza tanto.
Io sono stra-competitivo.
Lo sono in tutto, pur con l'orgoglio - misto a presunzione - di essere un competitivo sportivo, che sa riconoscere la superiorità dell'avversario e cerca di vincerlo, senza trucco e senza inganno, per dimostrare qualcosa a sè stesso.
Ecco il punto: dimostrare.
Essere detentori del titolo, con record, ci pone nella posizione di poter dire: noi fin qua siamo arrivati, mò tocca a voi raggiungerci.
Sarà battuto il record, tutti i record sono fatti per essere battuti.
Magari lo faranno già quest'anno (sia io che Billy ce lo sentiamo), ma per adesso...noi siamo di qua, sta voi raggiungerci.

Mi influenza tanto, dicevo.
Perchè mi appaga.
Ho vinto. Avevo già vinto.
Ho lottato, rimontato, perso, sono caduto. Penso di aver vissuto quasi tutte le emozioni possibili in queste 12 edizioni.
Per questo, in questi mesi allenarsi è stato più difficile.
Quando i 50 metri finali dell'ultima ripetuta erano lunghissimi e invece di stringere i denti mi fermavo.
Quando arrivare a casa alle 18.45 era tardissimo e ti venivano in mente mille cose da fare pur di non cambiarti ed uscire a correre.
Quando ti ricordavi il dolore degli anni passati, il ghiaccio sul ginocchio, la zoppìa della mattina dovuta ad un tendine gigante, i gonfiori e le paure di fare troppo,miste al desiderio di fare di più.

3. Siamo i campioni uscenti, con tanto di record. Ed io non ci sarò.
Ecco fondamentalmente perchè sarà diverso.
La GRANDE differenza, anzi LA differenza, stà tutta qua.
Sarà diverso fare i giochi, perchè sì, devi e vuoi lottare per il tuo rione, ma non è lo stesso sapendo che la domenica dopo, alle 18.00 sarai vestito di jeans e maglietta con le infradito, mischiato in mezzo alla gente "comune", a quella gente che fino all'anno scorso ti guardava e ti incitava (o insultava, dipende dalla tifoseria...).

Sarà diverso vedere la partenza, magari sempre da una posizione privilegiata,ma aspettare con ansia l'arrivo della gara ascoltando la radio cronaca.

Sarà diverso il rumore della ruota di ferro sui sanpietrini, perchè questa volta la sentirò, mentre prima...no, mentre corri, non la senti.

Sarà diverso il boato alla curva finale, perchè questa volta vi parteciperò anche io. Non come "uditore", ma come "contributore" di quell'urlo che ti spinge al traguardo anche quando non ne hai più.

Le mie gambe questa volta non hanno fatto il miracolo.
Forse solo io e loro, sappiamo cosa abbiamo fatto in questi anni.
Anche Billy e Turi (due tra i più forti di sempre, a mio avviso) secondo me non lo hanno capito fino in fondo.
O forse, è solo una mia impressione.
Di certo, hanno sempre riposto grandissima fiducia nelle mie gambe.
E di questo li ringrazio. 
Inconsapevolmente mi caricavano di una pressione pazzesca.
Il sentirsi dire: " tanto te, in gara ti trasformi" è un grandissimo stimolo, un'attestato di fiducia pazzesco, ma al tempo stesso mi caricava di un peso che sopratutto l'anno passato, ha rischiato di schiacciarmi.
Ma loro sono così, come io sono così.

Sto scrivendo queste parole perchè mi piace mettere nero su bianco i pensieri. 
Ed ora mi rivolgo direttamente perchè, si, è stato il tuo post su facebook, Billy, a spingermi verso la tastiera.

Per dire a te e ad Andrea, che mi spiace.
Che è vero. Ho detto e riconosco di essere appagato. Che forse non avremmo vinto.
Che forse sarebbe stato diverso ugualmente.
Ma non volevo farlo così. Non volevo gettare la spugna prima di aver provato almeno una volta, prima di aver toccato con mano che era veramente giunto il tempo di cambiare.
Cambiare tratto, cambiare squadra, cambiare impegno per la prima domenica di settembre.

Non così.

Però, come scrivevo prima, forse solo io e le mie gambe sappiamo cosa abbiamo passato.
In questi anni mi sono spremuto. Per me e per\grazie a voi.
Che mi avete fatto sentire forte, addirittura il più forte.
Che mi avete fatto sentire importante, il più importante.
Che mi avete fatto sentire incompreso, forse troppo.
Che mi avete fatto sentire per due volte l'odore della vittoria (ma che gare!) e per altre due volte la sensazione bellissima del boato alla curva del tre archi...

Che gare!
Ricordo....
...la litigata di mezz'ora con Billy in via Vespolate al primo anno insieme...
...i suoi insulti la sera della prova in piazza perchè mi sono fermato prima dell'arrivo...
...la timidezza di Turi e i suoi continui "scusate" perchè non finiva una prova per la dissenteria...
...il cambio in via Marconi durante la gara ed il passaggio tra Arisio e  Casadei....
...i vostri sfottò nei giorni successivi perchè ho passeggiato gli ultimi 100mt...
...la rabbia di tutti e tre nel 2011 per essere stati chiusi dal Castello...
...la nostra voglia di vincere in quella rabbia....
...la delusione, mista a consapevolezza dell'enorme gara fatta nel 2012...
...le tue partenze Billy...tutto manico, grinta e cuore.
...il tuoi Lombardia ,Turi, come una rampa di lancio in cui scagli la carriola sul Marconi....
...infine, il palio 2013...di tutti ....dal primo gioco in piazza con Billy che a momenti oltre alle unghie si mangia anche le dita e Turi che va in giro dappertutto come un assatanato perchè non è capace di stare fermo.
...il palio del 2013 degli striscioni e della remuntada...
...il palio del 2013 che se Billy poteva asfaltava Giuliano...
...il palio del 2013 che meno male che c'era la curva altrimenti col cavolo che ti prendevo Turi...
...il palio del 2013 che ...meno male che sono svenuto dopo il traguardo..

Sono stato lungo lo so.
So anche che non abbiamo ancora deciso niente.
Ma che se vi scrivo questo è perchè, forse, sotto sotto, in cuor mio ho già deciso.
E non è una decisione limitata al 2014.

Per tornare al titolo, quest'anno sarà diverso, perchè forse non sarà solo il primo in cui non correrò, ma sarà anche l'ultimo in cui avrò pensato di correre per vincere.
Se lo farò ancora, sarà per gioco.

In bocca al lupo Billy e Turi, in bocca al lupo Sandro, in bocca al lupo Mulin.
E tanti cari auguri a tutti gli altri sette rioni.
Si,l'ho scritto apposta. =)

Buona notte.

Pat


lunedì 19 maggio 2014

Il logorio dell'illusione

Anche se dal titolo non può sembrare, questo vuol essere un post positivo,anche se volendo parlare di illusione, potrà sembrare effimera anche questa introduzione.

L'illusione è come l'acqua.
Passa dappertutto...difficile contenerla.
Per farlo devi avere un contenitore a tenuta stagna.
Ma se l'illusione sta all'acqua, come l'anima sta al contenitore...beh, siamo nei guai.

Puoi provare ad allenarti, puoi provare a ragionare, a razionalizzare, ma l'illusione si insinua comunque.

una frase. 
uno sguardo.
un invito.
un risultato sportivo.
una telefonata.
un evento inaspettato.
un foglio trovato per strada.
un cartello.
una mail.

è giusto farsi vincere dalla stanchezza e smettere di illudersi?
in fin dei conti, è bello l'istante in cui sogni ad occhi aperti quello che potrebbe accadere.

fai un trip, come si dice ora...tutto in pochi secondi.

passi dal sedile della tua auto lanciata sull'autostrada, direttamente ad un cortile con una panchina, su cui ti siedi stanco, ma sereno, all'ora di cena ed una voce ti chiama da dentro casa dicendoti che è pronto.

O da un'altra panchina, diversa, sudaticcia, sporca, della tua pseudo-palestra, verso una piazza traboccante di gente e di osservatori...o meglio ancora, ad un campo verde, magari gibboso e irregolare, con meno spettatori sugli spalti, ma le scarpette tacchettate ai piedi ed un pallone da inseguire, compagni da incitare, compagni da abbracciare, compagni con cui scherzare.

E perchè no, il passaggio dal tuo divano, comodo, largo, ma freddo...allo stesso divano, meno comodo, meno largo, meno freddo, perchè riempito da un "cosino" che ti chiama papà...

Sono viaggi. Voli bellissimi mentre li fai, frustranti quando terminano e riatterrano su quell'auto, su quella panchina, su quel divano.

Eppure la volta dopo li fai ancora.
Alla prossima frase, al prossimo sguardo, al prossimo invito, lo stacchi ancora quel biglietto, lo fai ancora quel check-in, pur sapendo che l'atterraggio sarà probabilmente doloroso e lascerà quel sottile velo di amarezza che poi ti fa dormire male, svegliare storto e alzarti peggio.

Allenarsi non basta. forse non c'è neanche un allenamento.
Per smettere di illuderti,dovresti smettere di sognare.
Ma smettere di sognare, vuol dire morire, smettere di vivere.

L'illusione logora. Lo provo e non credo di essere l'unico a provarlo.
Ma se è la via per continuare a sognare e quindi a vivere, accetto che questo sia il prezzo da pagare.

Buona giornata.
Pat

lunedì 10 febbraio 2014

Per te


per te, che ad agosto sento ancora il profumo del campo e del grasso sulle scarpe
per te, che ti sogno ancora troppo spesso
per te, che sei una passione, folle, ma pur sempre passione
per te, che hai sempre giocato con me
per te, che mi torni in mente ogni volta che vedo una partita in tv
per te, che mi fai ridere con le faccine su Whatsapp
per te, che credi di essere destinatario di un mio tweet amletico
per te, che mi hai colorato la vita per poi strapparmela
per te, che mi hai tirato scemo per un anno intero
per te, che sembravi la risposta più logica a tutte le operazioni
per te, che in un ora avevi capito tutto. e avevi ragione forse.
per te, che non dovevi volermi
per te, che sei veramente stupido
per te, che mi fai incazzare come una bestia appena apri bocca
per te, che mi dai da lavorare
per te, che mi fai male appena faccio un pò più di movimento
per te, che mi hai sostenuto sempre
per te, che hai un modo strano di volermi bene
per te, che mi fai venire fino in Svizzera per niente
per te, che. Fine.
per te, che sei sparita quando più avevo bisogno
per te, che adesso aspetti un bambino
per te, che sei stato veramente una sorpresa
per te, che mi assomigli un casino
per te, che ti ho tradito è vero. Ma ti aspetto ancora.
per te, che mi hai veramente deluso, non sono un tombino, ricordalo
per te, che ti ho perdonata, ma ho perso ancora io
per te, che forse mi vuoi troppo bene
per te, che ti ho ritrovato giusto in tempo
per te, che non passi mai
per te, che abbiamo fatto un sacco di km insieme
per te, che faremo un sacco di km insieme
per te, che sei veramente pesante
per te, che "dottore, chiami un dottore!"
per te, che se fossi meno egocentrico e immaturo ti accorgeresti anche di me
per te, che ti fai sentire solo quando hai bisogno
per te, che mi chiami per andare a correre
per te, che metti la testa sotto la sabbia...tutti i nodi vengono al pettine
per te, che spero tu stia meglio adesso
per te, che ti ho vista solo una volta, ma ti ricordo ancora
per te, che sei celiaco come me
per te, che mi abbracci tutte le volte che entro in casa tua
per te, che sei un sogno proibito
per te, che vorrei impararti
per te, che ...dannazione, dov'eri? e dove sei?
per te, che, beato chi ti capisce
per te, che quando ero veramente felice correvo su per dirtelo
per te, che da quando sei partito forse siamo più amici di prima
per te, che dovresti buttar via la maschera
per te, che mi critichi sempre
per te, che sei veramente bella

per te, che starai impazzendo per capire quale riga sei.

ti voglio bene.
vi voglio bene.

buona notte
Pat

venerdì 22 novembre 2013

Ne vale sempre la pena





È una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito. È una follia condannare tutte le amicizie perché una ti ha tradito, non credere in nessun amore solo perché uno di loro è stato infedele, buttare via tutte le possibilità di essere felici solo perché qualcosa non è andato per il verso giusto. Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c’è un nuovo inizio. (cit. "Il piccolo Principe")


E' un post iniziato a maggio.
Lasciato a sedimentare per tutta estate, è tornato clamorosamente in voga a fine settembre, quando è capitato quello che non avrei mai pensato potesse accadere.
Ora è il momento di lasciarlo andare.
Non perchè sia così convinto, come lo ero a giugno, di quanto ho scritto.
Ma proprio perchè, lasciarlo andare, forse mi aiuterà a riconvincermene.

Tante volte mi sono stupito di come, gira e rigira, non ci sia niente di nuovo sotto il sole.
Il più delle volte mi capita di pensarlo dopo un evento che mi ha toccato particolarmente.
E mi serve, per cercare di ripartire.
Si, perchè ho la tendenza a lasciarmi andare, a distruggere tutto quanto fatto in passato,nel presente e nel futuro (i sogni).
Perchè, da buon perfezionista, quando qualcosa non va per il verso giusto, mi sento perso.

Figuriamoci poi quando a questo stato d'animo si unisce il senso di colpa e la percezione di aver fatto qualcosa che non andava fatto.

Allora una frase, uno stralcio, come quello sopra riportato, mi servono da mantra, da ripetermi, per un pò di giorni, settimane, mesi (a seconda di quanto è stato profondo il tonfo) per cercare di risalire la china e dirmi che c'è una vita davanti.
Che vale, SEMPRE, la pena di vivere.

Aspetto l'opportunità, aspetto l'altra amicizia, l'altro amore, la nuova forza.

Faccio fatica a viverlo,tanta fatica a viverlo...
... ma credo veramente che chiusa una porta, si apra un portone.
Alle volte si spalanca da solo, altre, devi avere tu l'energia di spingerne la superficie per aprire il varco.

Nel frattempo, penso, medito, rifletto.
Mi dispiace. Non volevo, non mi sono cercato io certe situazioni.
E sono stato debole. Questa è la mia colpa.
Sono vittima di mesi di pensieri negativi e di desideri allontanati o solo sfiorati.
Alla lunga, logorano l'animo e la forza, la lucidità viene meno.
E' questa la mia colpa, e' questo il fardello che devo portarmi dentro.
Affinchè mi serva da lezione, affinchè mi serva per evitare, in futuro, debolezze che lasciano il segno.

In bocca al lupo, Pat.

Ciao Pat

B&B

Ero lì, sulla sedia, avrò percorso si e no 1 km girando intorno al tavolino della sala d'attesa negli ultimi 10 minuti. Non ero in ansia...