Si, questa estate mi ha rotto.
Ma non è solo del tempo che voglio parlare, seppur faccia veramente innervosire e passare la voglia di vivere le serate in giro o i pomeriggi in piscina.
Anzi, non ti fa proprio pensare a quello, ma a tutt'altro.
Sarà colpa mia, che in preda ai ricordi delle due estate precedenti passate qui al Lazzaretto, quando a giugno è scoppiato quel caldo pazzesco che ci faceva annaspare, ho pensato bene di investire il premio di produzione del 2013 in un bel condizionatore.
Beh, vi autorizzo a considerarmi colpevole, visto che da allora, avrò acceso gli split, si e no 6-7 volte.
Ma, torno a dire, questa estate mi ha rotto per altro.
E' iniziato tutto con un motorino di avviamento dell'auto.
Poi lo scarico del cesso...
Poco dopo un altro motorino di avviamento.
Dovendo usare la moto, si spegne anche questa. Alternatore.
Mi torna l'auto, ma si ferma due settimane dopo: pompa della benzina.
Uso di nuovo la moto, che di nuovo si ferma: problemi di batteria e candele.
Di nuovo l'auto. Forse va. Per ora (mi tocco) non si è fermata. Ma al rientro da un week end, scendo per aprire il cancello e mi cade il cellulare. Cristalli e touch rotti.
Il giorno dopo, ho un cellulare nuovo. (ahimè)
In tutto questo iniziava ad insinuarsi in me il dubbio che potesse rompersi qualcos'altro.
Me la sarò tirata (anche se non credo a queste cose), ma a metà luglio, il mattino dopo un buon allenamento, il mio ginocchio sinistro - il mio CARISSIMO ginocchio sinistro - si gonfia come un pallone.
Non mi allarmo, normale amministrazione, ci sono abituato. Due, tre giorni e tornerà tutto come prima.
Passa una settimana, poi due.
Nel frattempo anche Turi, socio di carriola, si rompe. Microfrattura di un ossicino sotto la pianta del piede.
Io ho il ginocchio sempre gonfio. E siamo ad agosto. Abdico per il palio, affinchè si possa trovare per tempo un sostituto per il rione.
Faccio un paio di artrocentesi e sto a casa da lavoro una settimana.
Risonanza magnetica. Incubi che ritornano.
L'esito parla di nulla di rotto, ma di tante cose serie. In primis il legamento crociato, ricostruito solo tre anni fa.
Cerco di far scendere il gonfiore e poi mi organizzo per andare a fondo e capire cosa ho veramente dentro questo ginocchio.
La risposta mi arriva venerdì.
Visita finale e decisiva dal prof. Angi a Gallarate.
Devo rioperarmi. Non una, ma molto probabilmente, due volte.
Sul subito non accetto, rifiuto.
Il pensiero di tornare sotto i ferri mi fa venire la pelle d'oca. Il pensiero della riabilitazione, mi mette di pessimo umore.
Vuol dire saltare la stagione sciistica e, se dovesse andar male, anche quella estiva.
No no no no, non voglio.
Poi penso. Ragiono.
Che in tutti questi anni, ho sempre avuto il sospetto, in fondo in fondo, che questo legamento non fosse proprio a posto.
Ho sempre avuto la voglia di aprirlo e vedere dentro cosa c'era che mi gonfiava l'articolazione.
Poche ore dopo essere uscito dallo studio del dottore, richiamo dicendo che accetto l'operazione.
30 ottobre, a Omegna.
Artroscopia per pulire il ginocchio e valutare se il crociato è da ricostruire.
Se gira bene, basterà questo e nell'arco di 3-4 settimane l'avrò sfangata.
Se dovesse andar male (come molto probabilmente sarà, a detta del chirurgo), si ritornerà in primavera per la ricostruzione.
Non ho voglia. Perchè vuol dire sofferenza (il dolore dei giorni post operatori non è male), sacrifici (la riabilitazione è alquanto noiosa) e tristezza per quanto devi perdere (sci, corsa, uscite, probabile palio 2015).
Ma il pensiero, la speranza anche minima di poter tornare a "fare quello che mi va", mi ha fatto scegliere.
Perchè dentro a "quello che mi va" c'è tutto...scarpe coi tacchetti compreso...
Ecco perchè ho rotto gli indugi.
Ecco perchè questa estate mi ha rotto.
Si và, tra poco inizia l'autunno e poi l'inverno.
Non vedo l'ora sia di nuovo estate, per godere di un pò di caldo spero, ma soprattutto per essere li di nuovo a caricare pesi, stirare muscoli, soffrire per un dolore, ma con forza e la speranza che forse è la volta buona.
Buon Palio, oggi si corre.
Pat
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