mercoledì 10 aprile 2013

Non ci pensare

Hai voglia a dire che non ci pensi.
Se al minimo segnale, al più piccolo simbolo, la mente torna li, hai voglia a dire che non è più in testa.

Si, certo, il tempo aggiusta le cose.
Però, non sai quanto tempo ci vuole per aggiustarle definitivamente.
E poi...una cosa aggiustata, non è più una cosa nuova. E' una cosa rotta. Che hai aggiustato, ma pur sempre rotta, quindi più fragile,segnata, marcata...con una storia...

E poi solitamente una frattura, che sia nel muro, di un osso, in un vetro, lascia sempre una cicatrice,un segno, qualcosa che ulteriormente ti fa tornare li il pensiero.

Hai voglia a dire che non ci pensi.

Si, certo, tu ti tieni la testa impegnata.
Ti segni tutto, non vuoi perdere niente, proprio per non correre il rischio di non avere nulla da fare.
Ti inventi le cose, attingi dal fondo (ed a volte non solo) della tua fantasia per tenerti impegnato e per impegnare gli altri, in modo che il tuo sforzo non sia solitario.
Però basta un secondo.
Un suono, una canzone, una via, una maglietta, una foto, una frase, un oggetto.

Hai voglia a dire che non ci pensi.

Si, certo, lo ammetti anche.
Poi però arriva la sera, chiudi la porta e sei tu in casa con te stesso, il tuo peggior nemico.
Che è forte, è forte tanto quanto te, perchè sei tu!

E questo grandissimo bastardo (che sei tu), ogni tanto (spesso) si allea con Morfeo.
E qui perdi. 
Non puoi vincere, è impossibile!
Anche perchè sei legato mani e piedi, come incatenato, dal sonno e giochi fuori casa, le detta lui le regole
Tempi, azioni, parole. Non decidi nulla. Sei un fantastico spettaTTore protagonista (la seconda doppia T è voluta).

Il sogni, come gli incubi, sono parte di noi e per me la cosa più avvilente e non avere la possibilità di gestirli. 

Hai voglia a comandarli, sarebbe troppo facile.
E se sogni, hai voglia a dire che non ci pensi.

Però basta.
Così non si può.

Ah, si bravo! Reagisci!
Eh...come se non ci avessi già provato, come se non fosse la mia missione di tutti i santi giorni, come se non fosse il primo pensiero quando metto i piedi sul tappeto azzurro di camera mia quando esco dal letto...

Eh, ma allora....
Ma allora cosa? Gioca tu contro un avversario che è forte tanto quanto te, che gioca come te, che conosce tutte le tue mosse e che per di più non ha nulla da perdere!

Non esagerare...
No! è così ti dico. E' vero, si può fare di meglio, si può migliorare...forse si può addirittura vincere! Però forse avrei bisogno di un mister? o di un nuovo metodo di allenamento?
Boh, non lo so, troppo complicato, ho già troppi pensieri per la testa, devo già pensare che tra poche ore scenderò in campo nuovamente e dovrò essere pronto per la battaglia quotidiana.
E francamente preferisco preservare le energia per lo scontro, non per la tattica.

Appunto ecco...la battaglia quotidiana, non credi che...
Zitto...stai zitto. Sicuramente potrai dirmi cose giuste, ma concedimi almeno un onore.
Quello di non mollare.
Perchè potrò sbagliare tanto, a volte tutto. 
Ma non ho mai chiesto di stare in panchina, sono sempre sceso in campo.
E se qualche volta mi sono messo in disparte, sul campo da gioco, poi ho recuperato attaccando a testa bassa.

Almeno questo, concedimelo.

Buona notte.





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