Un risotto nero di seppia, cernia con patate, mousse ai frutti di bosco.
Ah, anche l'antipasto, acqua naturale e, ragazzi, pago io i caffè.
20 euro.
Potrei aver preso anche due primi, tre bottiglie di Chianti della migliore annata, che Daniele avrebbe fatto lo stesso prezzo.
Il rituale che si celebra ogni fine cena alla Botteghina di Livorno è un cult.
Gianluca dice che è ora di andare, io ed Ilaria concordiamo e ci portiamo all'uscita, verso il bancone della cassa.
Sorriso smagliante con sguardo furbo tipico da toscano, ovvero strafottente, Daniele prende la calcolatrice e ti chiede cosa hai preso.
Ha in mano quelle calcolatrici che trovi solo al Bennet o nei centri commerciali, ovvero quelle grandi 20x20cm che io definisco per "non vedenti".
Batte, secondo me, dei numeri a caso, io cerco di sbirciare per smascherare il trucco, ma non ci riesco.
"60 euro" dice. Si, ma siamo in tre. Venti euro a testa.
Ridiamo, tutti, anche lui, perchè sa che sappiamo e noi sappiamo che sa.
Gli faccio i complimenti, meritatissimi, per il riso e gli dico che ho fatto 350Km per venire a mangiare qua.
Ride, non ci crede,mi dice:" seeee, ra-azzo se tu andavi a Collodi, Pinocchio faceva 'e valigie!"
Risata generale, ma gli mostro la carta d'identità. Ridiamo ancora di più, lui mi dà una pacca sulla schiena e mi augura buon viaggio.
Si è chiusa così la serata livornese di ieri sera, una rimpatriata con due ex-colleghi della sede di Guasticce, che non vedevo dal 2009.
Si è chiuso così, un cerchio che si era aperto 4 anni fa. Quando era cominciato un pò tutta la discesa. O la salita, dipende come vuoi vederla.
A novembre sono infatti in auto con Mirco, sto rientrando da una attività da Bolzano e mentre sto leggendo la sua "bibbia" (un manuale del Gambero Rosso con tutte le osterie, ristoranti e pizzerie migliori) alla ricerca di un buon posto per cenare, mi parla.
Mirco:"Pat, c'è la possibilità di fare una attività SAM anche a Coniolo. Che dici? Te la sentiresti?"
Pat:"Parliamone. Io, non avrei grandi problemi, dipende più che altro da Roberto. Che dice?"
Mirco:" non gliel'ho ancora detto. prima voglio vedere se la cosa si fa, poi, eventualmente, glielo dico."
Pat:"ok, allora vediamo. non fasciamoci la testa prima del tempo".
La SAM è una attività frequente negli ambienti IT e, da un anno a questa parte, per me vuol dire lavoro, stipendio, vita. E' importante per me.
Coniolo è il paesino monferrino sede della mia ex-azienda, la ARGOL, una ditta di logistica sviluppatasi negli ultimi anni su tutto il territorio italiano. Ci sono stato prima come consulente e poi come dipendente, per 5 anni. Per me sono stati 10.
Roberto è il mio capo, o meglio, era il mio capo. Un rapporto iniziato in sordina, cresciuto nella stima reciproca, professionale e non, e terminato sciaguratamente, rottosi come si ruppe il mio legamento nel settembre 2009, una settimana dopo aver dato le dimissioni.
Da allora, da quella telefonata in cui mi riversò addosso tutta la sua amarezza verso mia decisione, io e Roberto non ci siamo mai più visti nè sentiti.
Più volte ho preso in mano carta e penna per scrivergli una lettera, per chiudere una faccenda che per me era sospesa. non ho mai avuto abbastanza coraggio.
Come l'avrebbe presa? si sarebbe arrabbiato ancora di più? ma no, tu vuoi chiarire, vuoi chiudere il discorso, vuoi metterci un pietra sopra.
Ma, boh, magari la stai facendo grossa tu, Pat.
Scrivevo, iniziavo, a volte arrivavo anche alla fine, ma poi non riuscivo a spedire niente.
E mi dicevo, il tempo aggiusta tutto. O forse, con questo pensiero, giustificavo la mia debolezza.
Comunque, passano i mesi, arriva Natale, le vacanze in Francia, altri lavori ed io dimentico questo discorso.
Poi,due settimane fa, mi squilla il telefono, sono le 18.30, sono già un tenuta da corsa e sto per uscire.
E' Mirco. Quando mi chiama a quest'ora è per lavoro. Lavoro nuovo intendo. Perchè è in macchina ed ha tempo di parlare con calma.
Mirco:" ciao Pat, come sei messo il 1 marzo?"
Pat: "guarda sono davanti al pc, spetta che guardo. Si, sono libero. Dove mi mandi di bello?"
Mirco:"Bene. Allora segnati SAM a Coniolo"
Ho una attimo di silenzio, poi sale lo stupore e dico:"Ah....ufficiale allora? così? dibbella?"
Mirco:" Va che pirla, non ci crede" e sento che passa il telefono a qualcun altro.
Non capisco, non so dove sia e cosa stia facendo. Poi dall'altra parte della cornetta sento una voce roboante, profonda, ma non cupa, allegra:"Cos'è ti fa così schifo tornare qua? sappi che quando ti vedo, prima ti prendi un calcio nelle palle e poi ti abbraccio!"
Pat:" Roberto! ossignur! ma...ma...ciao! come stai?"
Roberto:" Bene bene, ciao Pat, vieni qui dai che ci parliamo un pò."
Pat:" certo certo...a venerdì allora!"
E ci salutiamo.
Incredibile penso.
Incredibile come alle volte pensi, impazzisci, scleri, cerchi ogni modo per porre rimedio, temi, hai paura, provi, sbagli e poi la "vita" (direi, la Provvidenza), con vie contorte, lunghe, impossibili, ti sistema le cose.
Incredibile,penso, come con una frase (stupida per altro) vengano spazzati via pensieri negativi, rancori, rabbie represse, delusioni.
Quel calcio nelle palle, fortunatamente, non l'ho mai preso.
Ma, metaforicamente parlando, è stato uno dei colpi più dolci e inaspettati che abbia mai subito.
Il resto, è la cronaca di un giorno, per me, bellissimo.
Rivedere persone con cui hai lavorato spalla a spalla per mesi, anni.
Vedere, sul loro volto, una felicità vera, sincera, nel rincontrarti. E' stata una sensazione piacevolissima.
E la conferma che se ti comporti bene, se sei onesto, se non sei egoista, tutto, prima o poi ti torna indietro. Forse non con i tempi che vorresti tu, forse non nella forma che desideri tu, ma qualcosa, ti torna pur sempre indietro.
L'onestà vince sempre.
In un mondo di furbi, di ladri, di disonesti, io ci credo ancora.
Buon fine settimana
Pat
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Commossa e felice, mi unisco: ci credo anch'io. A tutto, sì. Grazie per questa bella storia. Grazie, perché sei proprio così.
RispondiEliminagrazie Anna, spero di confermarmi così.
Eliminaciao
Concordo pienamente. In quest'ultimo anno, avendo cambiato un po' di posti, anch'io mi rendo conto che se dai il meglio di te senza nessun calcolo, allora le persone ti ricordano con simpatia e affetto e forse è vero che un piccolo seme è stato piantato. Rosella
RispondiEliminaè proprio vero Ros. Dare senza calcolo, solo per il piacere di dare e per la consapevolezza che la vera ricchezza è proprio li.
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