Doc:"Sarebbe meglio andarci piano"
Pat:"Cosa intende?"
Doc:"beh, tanto fretta non ne abbiamo, mica lo fai per professione,dovresti evitare ogni tipo di trauma al ginocchio, quindi meglio andare con calma, ci rivediamo fra 3 mesi"
Pat:"ah...ok, allora ci risentiamo...grazie dottore"
Doc:"arrivederci"
Più o meno sono queste le parole che mi ha detto il prof. Angi lunedì pomeriggio.
Non mi ero illuso, anche se non nascondo che mentre ero in macchina e viaggiavo verso Gallarate la mia testa ha iniziato a gironzolare per le viuzzole della fantasia, immaginando il luminare che tirava fuori il coniglio dal cilindro e con poche sedute di terapia o qualche siringata, mi rimetteva in piedi e tornavo a fare quello che volevo in ambito sportivo.(=calcio)
Mi vedevo già col borsone, al martedì ed al giovedì.
La cena post allenamento tipica delle squadre dilettantistiche.
Il pranzo della domenica molto quaresimale per via dell'imminente impegno pomeridiano.
I panni zeppi di fango da lavare.
L'odore dell'erba appena tagliata all'ingresso del campo.
Le scarpe da 13 o da 6? Il grasso per lucidarle prima della partita.
...potrei andare avanti per ore....
Ovviamente sono stati viaggi brevi, ma intensi, che più volte ho fatto ed ancora farò.
"Dovresti evitare".
Non sto facendo questo post per raccontarvi l'ennesimo episodio del calvario del mio ginocchio (credetemi, non esagero nel definirlo tale).
Bensì prendo spunto da questa frase per riprendere, dove possibile, il filo conduttore della motivazione con cui ho iniziato l'anno: gioire delle cose belle,piccole o grandi che siano.
"Dovresti evitare". Mi ha sconsigliato di correre.
No, anche la corsa no.
Ammetto, me ne sono fregato. Per tutti questi mesi ho corso con la speranza che almeno un pò di podismo (magari un giorno atletica, c'è differenza) potessi continuare a farlo.
Il ginocchio, almeno così, non si è mai gonfiato.
No, cavolo, la corsa non la mollo.
E allora,ieri, in pausa pranzo, approfitto di un sole invernale a dir poco spettacolare ed esco per una sgranchita alle gambe.
E penso.
Penso che si, è vero, non sono contento.
Io vorrei lavorare in pausa pranzo perchè poi alla sera preparo il borsone e vado ad allenarmi al campo sportivo con i miei compagni di squadra.
Però almeno, la calzamaglia e il giaccone per correre posso metterli. E posso correre.
Allora penso che c'è chi mi definisce "malato" nel rincorrere e nel desiderare così pedestremente, una attività sportiva. Perchè costa fatica, porta via tempo, fa freddo, fa caldo, bla bla bla.
E allora mi dico, che di una cosa sono contento. Anzi, orgoglioso.
Perchè sento.
Io sento...
...il calore del corpo che aumenta, anche a -5°, man mano che corri...
...i battiti che impazziscono quando vuoi accelerare troppo...
...la sensazione di stanchezza mista a rilassamento, dopo la doccia post allenamento...
...il male alle gambe mentre fai palestra, che si trasforma in forza...
...i muscoli che si allungano mentre fai stretching...
...la rabbia di non aver raggiunto l'obbiettivo prefissato, che diventa stimolo...
...la gioia nell'aver dato tutto quello che avevi, anche se hai perso...
...il corpo che dopo un inverno (reale o provocato) riprende vita, allenamento dopo allenamento...
Insomma, la visita non è andata bene. Poteva andare peggio.
Vedremo a maggio e vedremo la prossima risonanza magnetica cosa dice.
Io, continuo a correre. Con attenzione.
E con la consapevolezza, che la volontà e la passione non me la possono togliere.
"Dovresti evitare".
Ok, per ora "dovrei", aspetto il "devi" per smettere.
Ah, è iniziata la Quaresima. "Dovremmo evitare", ognuno faccia il suo, anche minimo, "fioretto" (non sono valide solo le rinunce mangerecce) =)
Vado in palestra
Ciao
Pat
mercoledì 13 febbraio 2013
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