Quello che segue è un elenco di cose che possiedo, fatto non per esaltarmi o per mettere i mostra quanto mi appartiene, ma per introdurre il tema.
Io ho una macchina. E' anche una macchina bella, costosa, di marca.
Ho un telefono (più di uno). Tra l'altro, di ultima generazione, bello, costoso, di marca.
Ho più computer, e da ultimo, uno di nicchia, bello, costoso, di marca.
Possiedo una bici da corsa, una mountain bike e una da passeggio (appena riuscirò a riassemblarla).
Ho una casa, al cui interno ho due tv (una in cucina ed una in salotto), riscaldamento, lavastoviglie, doccia, divano, armadio gigante.
Vestiti che non so dove mettere, abbigliamento da calcio, correre, ciclismo, sci.
Libri, apparecchiature elettroniche di ogni tipo.
Robot elettrico, spremiagrumi elettrico, tostapane elettrico, tramezzino elettrico...ops, no quella è una canzone... (guarda qui Musical Madre Teresa - Elettricità).
Ecco.
Non so se mi manca qualcosa.
E siccome quando si pensa ad un ricco, si pensa ad una persona che ha tutto, si...posso definirmi ricco.
Eppure...eppure...sono in ricerca.
Ora, non voglio parlare della ricerca della felicità, di come gli oggetti non fanno la felicità e via dicendo, ma voglio parlare dell'essenzialità.
Non voglio fare sermoni, vorrei parlarne, condividere, sentire pareri.
Perchè tutti voi che leggete solitamente il blog, sapete già dove voglio andare a parare.
Che potremmo vivere serenamente senza la metà delle cose che ho elencato io e che (forse computer a parte) tutti abbiamo.
Però, le abbiamo queste cose.
Oddio, tutti noi, io per primo, possiamo giustificare il possesso con un ragionamento logico e sicuramente veritiero.
Però...però...c'è questo però...
Si perchè ripenso alle esperienze passate, in oratorio, nei miei anni calcistici fatti di trasferte e ritiri, delle vacanze strampalate...ed i ricordi migliori, sono sempre legati ad altro.
non sono legati ad un playlist ascoltata con l'iPod.
non sono legati alla velocità raggiunta con la mia auto.
non sono legati alla lucentezza dei piatti lavati da un elettrodomestico.
Essenzialità.
Ricordo le notti passate in corridoi freddo di Curino, dentro ad un sacco a pelo.
O ammassati in 5 in una stanza che a malapena poteva contenere due persone.
Oppure le chiacchierate fatte mentre si lavavano i piatti, dopo un pranzo per 12, su un lavello di una cucina da single.
O ancora, le ore piccole fatte in auto o sotto gli alberi di un viale dopo una riunione, senza dover per forza essere in un locale "in" oppure in un luogo trendy.
Essenzialità.
Eppure il mondo ti risucchia. Ti costringe a vivere in una certa maniera.
Ma questa forzatura non la avvertiamo, perchè il mondo è bravissimo a trasformarla, anzi a cammuffare questa "violenza" in bisogno.
Noi sentiamo il bisogno.
E quando chiami una "violenza" con un altro nome, non ti accorgi del male che ti fa.
Io per esempio, ho dei barlumi di lucidità, quando mi rendo conto che in nome di un "falso" bisogno, mi perdo il meglio di quello che sto vivendo.
Il dover per forza fare tante cose, ci ha fatto accelerare i ritmi di vita, facendoci perdere il gusto del presente.
Anzi, ci ha fatto perdere il presente stesso!
Viviamo il tempo attuale pensando al passato e preparandoci per il futuro!
Ma se questo ragionamento può essere giusto quando parliamo di argomenti quali la formazione, l'educazione, la cultura del ricordo per non commettere ancora gli stessi errori, a mio avviso non va bene quando la smania, il dover fare a tutti i costi, ci fanno perdere i contatti e ci fanno essere continuamente di corsa e di fretta.
Così i dialoghi diventano veloci e superficiali, non ha caso spopolano gli SMS, Twitter, Whatsapp
Le relazioni non sono durature o se lo sono, diventano travagliate, zeppe di tradimenti, piene di paure (tra cui secondo me la prima è di restare soli = sfigato = non sei allineato al mondo).
Sto divagando troppo, me ne rendo conto.
Essenzialità dicevo.
Lo dicevo perchè sono contento che siano sulla ribalta due personaggi completamente diversi tra loro, agli antipodi, per ruolo, provenienza, formazione e scopo.
Parlo di Papa Francesco I e di Beppe Grillo.
Immagino la reazione di alcuni lettori nel leggere questo tipo di accostamento.
Eppure, se andiamo a fondo, entrambi, possiamo dire che siano figli dell'essenzialità.
O quanto meno, cerchino di passarla nelle loro parole, nei loro gesti.
Un pontefice, che dopo pochi istanti dalla sua investitura, nel pieno e nel turbine di una serie di emozioni (umane e spirituali) che sicuramente lo hanno invaso, ha la "lucidità" o meglio, la "lungimiranza" di pregare subito e chiedere la preghiera, ti fa capire, senza paroloni, senza sermoni, senza tempi di attesa, dove si deve andare.
Un politico o presunto tale, che avrà modi sgarbati, burberi, non sempre tollerabili, di comunicare, ma che è radicale, che fondamentalmente ricerca la verità e chiede l'applicazione di una legge che sia veramente uguale per tutti (uno vale uno, per davvero, dappertutto) a mio avviso sta facendo bene un pò a tutti.
Potremmo discuisire e parlare ad oltranza.
Mi fermo qui di proposito perché non voglio divagare troppo.
Attendo.
E nel frattempo, rifletto su quanto sono ricco.
Pat
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Avete mai provato a regalare qualcosa a una persona che ha davvero poco? Dove, per poco si intende quasi sotto la possibilità di vivere; e dove, per regalare qualcosa si intende un oggetto/mobile/strumento che non risolverà la sua vita ma farà due cose fantastiche: 1 riavvicinerà il livello verso un vivere più degno e sereno e molto molto molto più importante il punto 2 quella persona vedrà la speranza. Quella speranza di sapere che esiste ancora qualcuno che regala, che si dona. Io sono sicuro che quella persona il giorno dopo, magari svegliandosi sul materasso nuovo, e parlo di nuovo senza che ci fosse l’esistenza di uno precedente, avrà il sorriso, e non per quello che gli è stato dato, ma semplicemente per quello che ha visto. La sua vita sarà ancora complicata, indefinita e precaria, però da quel momento ci sarà nella sua testa e nel suo cuore anche solo l’idea che là fuori c’è ancora qualcuno che si regala, che vuole donare un po’ di speranza e sorrisi dove e come può. Ecco secondo me la ricchezza è tutta qua, si.. potrei fare il venale e dire che non mi manca niente, e sarebbe altrettanto vero, ma la ricchezza vera è davvero un’altra. Leggevo sopra che i migliori ricordi non sono legati a cose materiali ma a situazioni della nostra vita. Beh, vedo e rilancio! Non ricordo alcun momento bello e significativo da solo. la povertà materiale esiste, e ce n’è tanta, però credo ci sia un altro fenomeno altrettanto negativo. Se noi pensassimo a quanti doni, e non parlo a livello materiale, possediamo, e quanto in minima parte utilizziamo, per noi e per gli altri, dovremmo farci schifo. E quando dico schifo voglio proprio dire SCHIFO. Credo fermamente che noi, anche fermandoci prettamente ad un discorso sociale, tutti noi, siamo chiamati a dare, ogni giorno un pochino della nostra ricchezza, qualunque essa sia e nel modo in cui riusciamo. Non importa il posto il modo o il tempo, non c’è un manuale o dei modi d’uso; abbiamo tutti delle grandi ricchezze e non usarle e investirle è un errore e un danno a tutte le persone che ci stanno intorno. Se tutti si tenessero quello che hanno ognuno rimarrebbe stagnato nelle proprie idee e convinzioni e andrebbe sicuramente incontro ad una grande tristezza e involuzione, mentre se tutti condividessero quello che possono dare e non ci si tirasse indietro come sempre più spesso si fa, posso scommettere con chiunque che vivremmo in un posto più giusto, più bello e sicuramente un po’ più intelligente. E se dico di dare agli altri parlo anche solo di semplici sorrisi o di un “come va?” dopo un ciao… sono le piccole cose che fanno la differenza… in tutto… una persona è veramente ricca se ama ed è amata. Non parlo di coppie, ma di tutto: amici, fidanzato/a, famiglia… anzi… una persona è veramente ricca se ama. Perché ad amare non si sbaglia mai.
RispondiElimina“…I pensatori antichi utilizzavano questa definizione: Povero non è chi possiede poco, ma veramente povero è chi necessita infinitamente tanto…“
Cit.: Mujica Pepe
Non male come commento di esordio!
EliminaGrazie Eli!
Posso dire di saperle già queste cose, non tanto perchè ci vediamo e parliamo spesso, quanto piuttosto per il fatto che tu queste cose le vivi e le fai!
Prendo e metto nel cassetto.
Ciao socio
Pat