domenica 17 marzo 2013

Il senso del limite

Sono al limite della sopportazione.
Quante volte ci sarà capitato di dire o pensare o sentire questa frase.

Sono al limite.
Detto così, il significato può essere sia positivo che negativo.
e soprattutto, non definito.

Cosa è il limite?
E' il punto massimo, o minimo, a seconda di quello a cui fa riferimento.

Ma soprattutto, come si fa a sapere se si ha il senso del limite?
Perchè se il limite è soggettivo all'argomento ed alla persona a cui fa riferimento, lo è anche il senso, perchè da questo, si può capire qual'è il massimo (od il minimo).

Mi domando spesso e faccio questo ragionamento contorno, perchè sono sovente in combutta con me stesso.
Gli aficionados del blog, ricorderanno che tempo fa parlai di un grande conflitto (tuttora in corso, non c'è armistizio che tenga) al mio interno, tra il mio essere perfezionista ed io mio voler vivere bene nel mondo.

Uno dei campi di battaglia, vede protagonisti la mia smania di spingermi sempre al limite, di voler capire fino a dove posso arrivare, contro il pensiero della gente, contro la coerenza e contro il mio stile di vita.

Oddio, sto iniziando a complicare seriamente l'argomento.
Cerco di riportarlo su binari più scorrevoli e semplici. (ecco, conflitto in diretta)

Il senso del limite dicevo.
Io adoro andare al limite.
Quando mi alleno, che sia calcio, bici, corsa, tennis, ping-pong, xbox, cerco sempre di portare al limite la mia performance.
Questo è il tipo di conflitto interiore che più adoro di me e custodisco, perchè sfidare me stesso per me è ossigeno,è vita, è continuare a lottare.

Quando sono in auto, ahimè, spingo spesso il motore al limite, e qui è ignoranza, stupidità, pigrizia o impazienza.

Quando lavoro, voglio sempre fare bene, soddisfare il cliente in modo che non abbia da lamentarsi e cerco sempre la soluzione migliore, sulla base delle possibilità mie e del cliente stesso.

In sostanza, cerco di non lasciare briciole. O, come è giusto chiamarli, rimpianti.

Ma il fatto è che, come dicevo, il senso del limite è soggettivo.
E quindi, una cosa che per me è positiva o giusta, potrebbe essere negativa o sbagliata per un altro.
Ecco il conflitto. Ecco l'inghippo.

Così il mio asfissiante desiderio di verità, di coerenza, che tanto desidero, cerco e tengo stretto, può rivelarsi una stretta fatale e soffocante appunto, per chi mi frequenta, per chi vive la mia vita o per chi vorrebbe avere a che fare con me.

Ma come gestirlo questo confiltto? Come vincerlo? 
Ma ... si può vincere? 
Forse dovrei trattare, dovrei trovare un compromesso, il famoso armistizio a cui accennavo all'inizio e che in vita mia ho sempre pensato non esistere.

Come capire che la mia coerenza non è coerenza in certi frangenti, ma è testardaggine?
Come capire che il mio essere competitivo e perfezionista, non è sempre positivo, ma è anche  egoismo, anzi egocentrismo?

Non so darmi risposte precise e dirette, perchè vorrebbe dire aver vinto la guerra ed io credo che questa guerra non finirà mai.
Però credo di aver imparato negli anni a scavare delle trincee ed a trovare dei compromessi col nemico che hanno migliorato la vita di frontiera.

Perchè quando poi trovi qualcuno che ti vuole bene e ti mette di fronte alla realtà, se sei intelligente ed accorto, puoi cambiare.
Talvolta, spesso, la vita ti mette di fronte persone che forse non ti voglio così bene, ma ugualmente ti aprono gli occhi e ti mettono a nudo.
Talvolta la vita, non ti mette di fronte persone, ma semplicemente di fa vivere esperienze che ti spogliano completamente e ti fanno capire che così non va.

Ed è qui, in questi tonfi o, come amo definirli io, con questi "schiaffi" della vita, vedi le cose diversamente, vedi cose che prima non immaginavi o meglio ancora, inizi a chiamare le cose con nomi diversi.

Allora vedi che un NO detto ad un amico o detto ad una proposta, diventa molto più vero e produttivo di un SI detto per senso di colpa e fatto per non deludere qualcuno.

Allora vedi che un tuo silenzio di fronte ad un fatto, ad una frase, diventa molto più amichevole e fruttuoso (per il rapporto) di una critica fatta con tutta la buona fede di questo mondo.

Perchè poi, fondamentalmente, è l'amore verso chi si ha di fronte che vince sempre.
Perchè se veramente ami, se veramente vuoi bene, accetti l'altro per quello che è.
Ma qui si aprirebbe un altro, enorme, argomento.

Insomma,per tornare, mi sento una persona al limite.
Se sfondo in qualcosa, lo sfondo con decisione, oltre il limite.
Se sprofondo in qualcosa, vado a picco, nella Fossa delle Marianne (per chi non la conosce http://it.wikipedia.org/wiki/Fossa_delle_Marianne )
Ma così, dopo, conosco il mio limite.

Devo provare. Devo osare.
Non voglio rimpianti. Anche se ho paura, anche se sono timido.
Mi piace definirmi un gran codardo coraggioso.

Sulla parete della scala che porta al piano di sopra, ho un quadretto che avevo "creato" e stampato appena andato a vivere da solo.
Il quadro "rispolverato"

Negli mesi successivi al trasloco in via Lazzaretto, era finito in uno scatolone e solo poche settimane fa è tornato a decorare una parete di casa.
L'averlo appeso per me ha un significato particolare.
Significa aver deciso di riprendere quel filo che si era interrotto.
Probabilmente non è riparabile, e forse non voglio neanche ripararlo, ma sicuramente ho trovato la forza di voltarmi e vedere che casino avevo lasciato.

Però significa aver di nuovo voglia di sognare.
E per me sognare, è andare al limite.

Ne ho da fare.
Auguratemi in bocca al lupo.

Buona domenica e permettetemi...
...buona festa di San Patrizio.

Pat



6 commenti:

  1. Auguri di San Patrizio anche da parte nostra. ma per tornare al blog, vorrei dirti una cosa breve, che spesso mi ripeteva un mio carissimo utente: mi faccio un sacco di seghe mentali. A volte forse un pochino più di rilassatezza non guasterebbe. Sempre con immutato affetto, rosella

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    1. Ros, credo che tu abbia riassunto in modo impeccabile la miglior risposta che potevo ricevere: fatti meno seghe mentali.
      Ricevuto.
      Compreso.
      hai ragione.
      con altrettanto immutato affetto.
      Pat

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  2. Qualcuno diceva che i limiti sono fatti per essere infranti...è un qualcosa che ti fa sentire vivo, provare e riprovare a superare te stesso, sfidarti e arrivare sempre un po' più in là..e in questo ammetto che ti invidio perché troppo spesso io preferisco rimanere nel mio piccolo mondo ovatatto, senza provare fino in fondo a cambiare qualcosa..
    Rosella ha ragione, a volte forse qualche sega mentale in meno può farci vivere con un po' più di rilassatezza..
    Per quanto riguarda la tua guerra interiore..un sano compromesso tra il voler sempre superare i tuoi limiti e il vivere bene con gli altri mi sembra una possibile soluzione..non si può sempre accontentare tutti...sta a te decidere di volta in volta cosa voler sacrificare...
    In ogni caso...stai sereno!!! =)

    Chiara =)

    PS
    Ma....com'è morto tuo marito??

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    1. Chiaraz, ricordi quando dicevo, tra le mie sfumature di grigio, che non sopporto i giovani che non hanno iniziativa?
      ecco, sentirti dire che non riesci ad uscire dal tuo piccolo mondo ovattato, mi fa rabbia, mi fa dire: ma cavolo, ma provaci almeno!
      e vorrei che da questa rabbia tu leggessi stimolo e non disistima, tutt'altro.
      la rabbia e proporzionale proprio alla stima.
      Allora provaci Chiaraz!
      Alle volte il "non ce la faccio", " non ne ho voglia" , "non ne sono capace" , sono solo scuse.
      Immagina.
      Puoi.
      Non sono George Clooney, ma lo slogan è eloquente.

      Pat

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  3. Quando giovedì sera sono andata a prendere il libro di Gramellini nel tuo comodino, scendendo avevo notato il quadro e avevo pensato " ma guarda ha riappeso il quadretto di topolino". Conoscevo la storia del quadretto e mi aveva fatto piacere rivederlo. In bocca al lupo! SorellONE

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    1. Ed eccola la sorellONE che sbarca sul blog!
      un benvenuto a mia sorella, che ora oltre a curarmi facendo CASUALMENTE passeggiate lunghissime, andando a fare la spesa CASUALMENTE nel supermercato vicino a casa mia, gettando la spazzatura CASUALMENTE nei cassonetti vicino a casa mia, potrà seguire le mie vicissitudini anche online!

      Ciao Lucy, sai che ti prendo in giro e ti voglio bene!
      Pat

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